martedì 1 settembre 2009

dalla stampa.

Una riflessione di Elena Tomat sui recenti avvenimenti di Mirano, pubblicata sotto forma di lettera dal "la Nuova Venezia" di domenica 30 agosto.

Sono una cittadina di Mirano in vacanza a Noto, Sicilia. Leggo su Repubblica di oggi la notizia avvilente dello slogan coniato su Facebook dalla Lega Nord del mio paese: Immigrati clandestini: torturali! E' legittima difesa. Sulla spiaggia dell'oasi naturalistica di Vendicari, vero paradiso che si estende tra Noto e Pachino,ultimo lembo d'Italia, quasi Africa, c'è una targa che elenca i nomi dei 17 egiziani che nell'ottobre del 2007 trovarono la morte cercando di sbarcare clandestinamente. La targa è già un po' corrosa dalla salsedine, ma almeno restituisce un'identità a quelli che, altrimenti, finirebbero nella fossa comune della nostra memoria come "clandestini", quasi che questa qualifica bastasse a definire uomini e donne che ormai non sono neppure più degni di un nome. Cosa è successo a Mirano, un paese dove la cultura civile è sempre stata alta: la Lega che da un anno è al governo della città ha sfornato un'ordinanza Bitonci , un'ordinanza anti-accattoni, ha polemizzato col Parroco definendolo "prete rosso". Tutto questo dopo che lo sceriffo Gentilini aveva promesso "fucilate alla schiena di queste Giunte rosse" nell'ultimo comizio elettorale. Sono difronte a questa targa, davanti a questo mare stupendo, cimitero dei corpi e delle speranze di tanti , e penso che in fondo a quel mare riposano anche la coscienza, la civiltà e la carità di tanti italiani. Sono una cittadina di Mirano, e mi vergogno di quei miei concittadini che si sono macchiati di un grave peccato di inciviltà.
M.Elena Tomat

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